domenica 19 novembre 2017

STIAMO DIVENTANDO DEI LEGO (saremo fatti di plastica)

Riprendiamo questo tema proposto dalla Functional Medicine University per mettervi in guardia da uno dei rischi più subdoli che coinvolgono la nostra vita.
Le materie plastiche (chimicamente, ftalati) sono ormai considerate il numero uno degli inquinanti, non solo del pianeta Terra, ma del corpo umano.
Servono a formare prodotti flessibili, durevoli, ma queste sostanze chimiche sono anche presenti in articoli che non considerereste essere plastiche, come pesticidi, detersivi, cosmetici, farmaci o il vostro shampoo. Si trovano ovunque. È difficile evitarle completamente. Potete vivere nel posto più incontaminato sul pianeta terra e ancora trovare animali inquinati con materie plastiche.

È un fatto interessante che le sostanze plastificanti siano da 10.000 a 1.000.000 di volte superiori nel nostro corpo rispetto a tutte le tossine che sono state trovate negli studi dell’EPA (United States Environmental Protection Agency). Purtroppo una volta nell’organismo, queste plastiche fanno danni enormi.

Quali sono i modi in cui le materie plastiche danneggiano l’organismo?

I ftalati danneggiano la chimica degli acidi grassi e, cosa più importante, l'acido grasso, DHA (acido docosaesaenoico). Questa è unaa chimica fondamentale, necessaria per costruire il rivestimento di membrana cellulare, cioè il contenitore della cellula che non è materia inerte, ma rappresenta non solo una protezione a quello che sta dentro alla cellula, ma uno strumento per consentire l’accesso ai nutrienti e a tutte quelle informazioni (ormoni, neurotrasmettitori, segnali che vanno al DNA ecc.) che costituiscono lo strumento di vita della cellula stessa. Questi acidi grassi sono il fondamento per la salute del cervello, essendo coinvolti, fra l’altro, nella memoria e attenzione. 

I ftalati possono determinare una carenza di zinco che comprometterà il metabolismo delle vitamine A e B6 e lo stesso funzionamento ottimale del sistema immunitario. A sua volta, questo potrebbe portare a condizioni quali indigestione, depressione, malattie cardiache, cancro, diabete e invecchiamento accelerato. 
Facendo inoltre una veloce annotazione, la combinazione di zinco basso e DHA basso può portare a infiammazione cronica. La letteratura medica ha chiaramente identificato l'infiammazione cronica come una delle condizioni più comuni che sta alla base della maggior parte delle situazioni che portano a malattie autoimmuni (artrite reumatoide, sclerosi multipla ecc.), al cancro e alle malattie cardiache. 

I ftalati sono stati riscontrati responsabili di danneggiamento del pancreas con conseguente diabete, insulino-resistenza e sindrome metabolica X.

I ftalati sono stati associati a una ridotta solfatazione.  Questo significa che non siete più in grado di detossificare efficacemente come si dovrebbe. Questo a sua volta può portare a tutta una serie di sfide per la salute.

I ftalati danneggiano la funzione ormonale, soprattutto della tiroide e del testosterone.    

I ftalati possono avvelenare i perossisomi, necessari per il controllo della chimica del colesterolo. Possono causare un’ipercolesterolemia e, allo stesso tempo, prevenire la formazione, da parte del colesterolo, degli "ormoni felici" (neurotrasmettitori) del cervello.

I ftalati possono danneggiare la capacità del corpo di produrre catalasi. La catalasi è essenziale per degradare avidamente il perossido d’idrogeno che le cellule tumorali producono per metastatizzare, e diffondersi selvaggiamente in tutto il corpo. La mancanza della catalasi è un motivo per cui molti cancri sembrano essere in remissione, per un breve periodo, dopo i trattamenti, solo per riemergere mesi o anni più tardi con conseguenze letali.

Questi sono solo sette degli effetti devastanti della plastica nei nostri corpi. Molte malattie non potranno mai guarire fino a quando i ftalati non saranno ripuliti dall’organismo. 
 
Come disintossicarsi dalle materie plastiche (ftalati)?

Come vi abbiamo sin qui illustrato, l’iperaccumulo di ftalati nell’organismo si candida per essere un concorrente importante per una serie di sfide alla salute. Una delle prime domande che ci sono comunemente fatte è: “da dove sto ottenendo questa esposizione?”

L’esposizione ai plastificanti può provenire da assorbimento cutaneo di cosmetici, lozioni per il corpo, gel per capelli, shampoo e deodoranti. Si possono ingerire da acqua, contenitori o tubi in PVC (acqua), detergenti e alimenti. Possiamo inoltre inalarli da adesivi e collanti, materiali da costruzione, arredi per scuola/impresa, arredamento, interni auto, solventi, materie plastiche, lubrificanti, repellenti per zanzare, pavimentazioni in vinile, carta da parati vinilica, presidi per la toilette del corpo, pellami artificiali, collanti, coloranti e giocattoli...e molti altri “nemici”.  Non dimenticate che la plastica fa da cappotto a ogni filo nei sistemi elettrici delle nostre case, uffici, elettrodomestici e computer. Appena i fili si riscaldano, il rivestimento di plastica sviluppa gas nell’aria. 
Quindi, come potete vedere, le materie plastiche sono ovunque e, per essere onesti, sono difficili da evitare.
Il meglio che può fare la maggior parte delle persone è di garantirsi di stare facendo tutto il possibile per eliminare efficacemente ed efficientemente qualsiasi accumulo di materie plastiche (ftalati) nell’organismo.

Prima di passare al protocollo in tre fasi per disintossicarsi dalle materie plastiche, in primo luogo sarebbe importante determinarne il livello di accumulo. Alcune persone sono metabolizzatori veloci e sono in grado di eliminare rapidamente qualsiasi esposizione alla plastica e, allo stesso modo, la maggior parte delle tossine ambientali. D'altra parte, ci sono molte persone che hanno un sistema di disintossicazione mal funzionante e purtroppo tenderanno ad accumulare la plastica così come altre tossine ambientali. Questo può essere fatto attraverso alcuni test genetici che ci informano Se ci sono mutazioni (e quindi cattivi funzionamenti) dei geni che hanno a che fare con la disintossicazione epatica, in particolare dei citocromi).
Il modo migliore per determinare il vostro livello di accumulo o di carico tossico sarebbe quello di fare un test che misuri il profilo di ftalati e parabeni nell’organismo. L’esempio che vi proponiamo, purtroppo, non ci risulta vanga eseguito nel nostro paese, ma solo negli USA.


Vediamo allora come si fa a sbarazzarsi di queste materie plastiche.

Per fortuna ci sono quattro modi semplici per aiutare l’organismo a sbarazzarsi da questi incomodi aiutandolo a disintossicarsi dal sovraccarico di plastica:


  1.     Secondo le regole della Medicina Funzionale, prima di tutto cercare di rimuovere tutte le cause possibili di inquinamento da materie plastiche del vostro organismo.
  2.      Dal momento che gli ftalati e i parabeni sono disintossicati attraverso i sistemi di glucuronazione, a livello del fegato, è importante mantenere l’efficienza dei sistemi di disintossicazione epatica mediante l’integrazione con glutatione, acido alfa-lipoico e n-acetil.cisteina cui possono essere aggiunti diindolilmetano (DIM e calcio D-Glucarato  o prodotti di nutraceutica nati per queste esigenze e contenenti silimarina, acido ellagico e crescione oltre a numerosi antiossidanti per due volte al giorno. 
  3.       Con due o più porzioni di Brassicacee o verdure Cruciferacee al giorno si raggiunge la disintossicazione dalle materie plastiche. Queste includono cavolo, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiori, ravanelli, crescione, rucola, rape, verdi del cavolo riccio, kale e molti altri. 
  4.      Un terzo modo per eliminare i ftalati è attraverso la Sauna a infrarosso lontano. È comunque importante avere un operatore sanitario esperto nel protocollo migliore per l'utilizzo della Sauna a infrarosso lontano.
Nel frattempo, considerando il livello delle materie plastiche cui siamo esposti su base giornaliera può, essere necessario per i metabolizzatori lenti e accumulatori di materie plastiche seguire regolarmente un protocollo di disintossicazione come elencato in precedenza. 

Ci piace concludere sperando che tutti abbiano capito la serietà e il potenziale pericolo di un accumulo di materie plastiche nell’organismo.
La vostra salute presente e futura dipenderà anche dal fare diligentemente il necessario per cancellare dal vostro corpo queste tossine ambientali.

Buona salute!
Alfredo Saggioro, M.D.
Chiara Saggioro, B.Sci., Ph.D. 
biologa nutrizionista (chiara.saggioro@medicinafunzionale.org)


venerdì 31 marzo 2017

QUESTO POST VI PORTA A UN LINK INTERESSANTE!

Il 20 per cento circa degli italiani ne soffre. 
Sette visite mediche su dieci ne hanno a che fare.
Vi offriamo un link a un piccolo manuale che potrete scaricare GRATIS per approfondire la sindrome dell'intestino irritabile, o trovare soluzioni, se ne soffrite. 
QUESTO E' IL LINK: QUI

Buona salute!
Chiara Saggioro, D.Sci., Ph.D.
Alfredo Saggioro, M.D.





#IBS; #sindrome intestino irritabile; #protocollo

NEBBIA NELLA TESTA? POCA MEMORIA? STRESSATI? C’E’ MODO DI MIGLIORARE

Spesso trascurata, la Bacopa monnieri è una pianta molto apprezzata in India per le sue virtù salutari. Nella medicina ayurvedica, infatti, questa pianta è considerata essere un tonico naturale per lottare contro le affezioni del cervello. Molto studiata in questi ultimi anni, ormai è considerata appartenere alla famiglia degli adattogeni. Ciò significa che permette di lottare naturalmente contro gli stati di stress e di ansia. Più recentemente, alcuni ricercatori l’hanno definita un potente nootropico naturale capace di migliorare le capacità conoscitive fra cui memoria e concentrazione.

Approfittiamo di uno studio comparso nel 2016 sulla rivista Pharmacognosy Magazine [1], per farvi conoscere meglio le attività benefiche della Bacopa monnieri a livello cerebrale.

Bacopa monnieri, une pianta dalle proprietà misconosciute

Benché la Bacopa monnieri sia utilizzata da millenni in India come tonico naturale, alcuni effetti a livello dell'organismo restavano non ancora chiariti. Infatti, è ben noto come presenti numerosi vantaggi per la salute e, fra questi, sono da sottolineare le sue proprietà antiossidanti, anti-ulcerogene, adattogene e epatoprotettive. Tuttavia, è la sua azione come nootropico naturale che interessa in particolare questi ultimi ricercatori. Per confermare i vantaggi di questa pianta per stimolare il cervello, hanno valutato l'effetto di un estratto di Bacopa monnieri su molecole e cellule conosciute per il loro ruolo nella memoria e la conoscenza. Ed i loro risultati sono risultati molto positivi, con l'identificazione di molte azioni della Bacopa monnieri sulle vie colinergiche, dopaminergiche, serotoninergiche e di un effetto neuroprotettivo.

Spiegazione degli effetti della Bacopa monnieri sulle capacità cognitive

Questo nuovo studio ha permesso di mettere in evidenza molti meccanismi d'azione della Bacopa monnieri nell'ambito dell'organismo. Secondo i ricercatori, alcuni composti attivi di questa pianta avrebbero un effetto antagonista a livello dei recettori 5HT2a e 5HT6, che sono recettori per la serotonina implicati nei processi di memorizzazione. Grazie a quest'effetto antagonista, l'estratto di Bacopa monnieri potrebbe dunque agire nel migliorare la memoria. Inoltre, quest'estratto naturale avrebbe anche altre azioni che influenzerebbero positivamente la memoria. In effetti, lo studio ha dimostrato che l'estratto utilizzato permetteva di inibire enzimi come la catechol-O-metiltransferasi (COMT) e la prolilendopeptidasi (PEP). L'enzima COMT interviene nella modulazione della memorizzazione con un impatto sul metabolismo della dopamina. L'azione inibitrice dei composti di Bacopa monnieri permetterebbe così di migliorare la memoria. Il secondo enzima PEP da parte sua è conosciuto per la sua attività di neuropeptidasi, implicata nel declino conoscitivo. In effetti, l'enzima PEP denatura neuropeptidi come l’arginina-vasopressina, l’ossitocina, la neurotensina e anche la sostanza P, molecole che svolgono un ruolo chiave nel rafforzamento positivo, le interazioni sociali, l'emozione o anche la risposta allo sforzo. Inibendo l'attività dell'enzima PEP, l'estratto di Bacopa monnieri potrebbe così avere un effetto positivo contro il declino conoscitivo, e un effetto benefico nei confronti delle capacità cognitive. 

Questo nuovo studio suiia Bacopa monnieri conferma l'entusiasmo crescente nei confronti di questa pianta miracolosa, considerata allo stesso tempo come un adattogeno benefico contro lo stress e un nootropo naturale, capace quindi di migliorare le capacità cognitive. Grazie al loro lavoro, questi ricercatori portano quindi nuove prove scientifiche sull'efficacia ed il potenziale terapeutico dei baccosidi, principali composti attivi della Bacopa monnieri.


Buona salute!
Chiara Saggioro, B.Sci., Ph.D.
Alfredo Saggioro, M.D.


Per sapere di più:
1. Dethe S, Deepak M, Agarwal A, Elucidation of Molecular Mechanism(s) of Cognition Enhancing Activity of Bacomind®: A Standardized Extract of Bacopa Monnieri, Pharmacogn Mag, 2016 Jul, 12(Suppl 4):S482-S487.



venerdì 6 gennaio 2017

PENSI CHE PERDERE PESO SIA DIFFICILE? by Chiara Saggioro

Quando si vuole perdere qualche chilo di troppo, ma vale anche per chi di chili deve perderne parecchi, spesso si ricevono consigli sconfortanti, che creano difficoltà e non ottengono i risultati sperati.
Questo avviene perché gran parte delle diete, si basa su principi sbagliati e cercheremo, molto brevemente, di darvi qualche indicazione per comprendere come superare questo problema.

L’ipotesi calorica
E’ opinione corrente che: l’obesità sia solo mancanza di volontà:
…mangia meno...fa più esercizio…e dimagrirai: solo tu puoi volerlo!

Questo modello fallisce quasi sempre perché:
·      Il nostro organismo possiede meccanismi compensatori molto saggi per difenderlo dalla perdita di peso: diminuisce la spesa energetica, cioè il consumo di calorie e aumenta l’appetito appena ci si mette a dieta.
·      I carboidrati ad alto indice glicemico (come gli zuccheri raffinati, le bevande dolcificate, i cereali raffinati e gli amidi) accendono il nucleus accumbent, cioè il centro cerebrale per le dipendenze, promuovendo un alimentarsi compulsivo di alimenti ad alto indice glicemico (in poche parole portandoci a mangiare proprio quello che non vorremmo)
·      Molteplici e diversi fattori regolano inoltre il metabolismo: la composizione della dieta, il microbioma intestinale, le esposizioni a tossici, infezioni, allergeni, lo stato nutrizionale, le disfunzioni mitocondriali, e i disequilibri ormonali e dei neurotrasmettitori.
Le “diete tradizionali a restrizione calorica” esaltano le disfunzioni metaboliche e si traducono, nel lungo termine, nella tendenza a MANGIARE IN ECCESSO.

Proviamo a guardare le cose da un punto di vista diverso…
·      Un’alimentazione di scarsa qualità, non le calorie, rappresenta il percorso verso l’obesità.
·      Tutte le calorie non sono create uguali.
·      Il cibo è molto di più che solo calorie…è informazione che programma l’espressione dei nostri geni e modifica lo stato metabolico.
·      Le diete che non funzionano è perché non si rivolgono a modificare quelle che sono i generatori principali dell’assunzione di un eccesso calorico: le dipendenze psicologiche, anche inconsce, da carboidrati raffinati e zuccheri.
Lo zucchero crea dipendenza otto volte di più della cocaina!

Studi di neurofisiologia e di ricerca sperimentale rivelano similarità sorprendenti fra la dipendenza da zuccheri e da cocaina.
·      Sia il sapore dolce, sia i farmaci dell’abuso come la cocaina, stimolano la liberazione di dopamina nel nucleo ventrale striato del cervello, che è critico nei processi che riguardano la sensazione di premio e apprendimento del premio (per cui ci sentiamo falsamente premiati).
·      Sia una tolleranza crociata, sia una dipendenza sono caratteristiche del consumo di zuccheri e dell’abuso di farmaci. Questo significa che, col passare del tempo, per entrambe le situazioni è necessario aumentare le quantità per ottenere l’effetto desiderato.
·      In uno studio sperimentale, i ratti preferivano la saccarina endovena rispetto alla cocaina endovena e, in un altro, sceglievano il saccarosio (lo zucchero comune della zuccheriera) piuttosto che la cocaina.
Il mangiare compulsivo può somigliare alla dipendenza da cocaina!

Il grasso viscerale è affamato e può determinare un comportamento compulsivo nei confronti del cibo
·      Il grasso viscerale è quello che è situato (e conservato) attorno agli organi interni, in grande prevalenza nell’addome.
·      Le cellule adipose (quelle che contengono il grasso) viscerali sono attive metabolicamente e funzionano come se consumassero benzina dal torrente sanguigno, inducendovi quindi a mangiare di più per fare rifornimento.
·      Queste cellule secernono ormoni e citochine che promuovono aumento di peso e infiammazione.
o   Ormoni quali adiponectina, insulina, resistina, leptina e MSH
o   Citochine quali IL-6, TNF-alfa e altre molecole pro-infiammatorie.
·      La liberazione d’insulina avviene in risposta a cibi ad alto indice glicemico, creando ancor più infiammazione e un metabolismo che promuove obesità aumentando i depositi di grassi = un vero e proprio circolo vizioso.
La composizione della dieta è più importante delle calorie…e molti studi lo evidenziano molto bene. Eccovi alcuni esempi:
·      Uno studio europeo di vaste dimensioni sul calo ponderale ha reso evidente come un aumento del contenuto proteico e una contemporanea riduzione dell’indice glicemico della dieta (che significa riduzione di tutti gli alimenti ad alto indice glicemico) ha determinato un miglioramento dei risultati: gran parte dei soggetti l’ha completato con successo e, in seguito, mantenuto la perdita di peso.
·      Un altro studio ha evidenziato come una dieta a basso indice glicemico e più elevata in grassi e proteine migliori il metabolismo e la sensazione di energia.
·      Topi alimentati con una dieta a elevato indice glicemico, evidenziano, dopo sole nove settimane, un aumento del doppio del grasso corporeo rispetto a quelli alimentati con dieta a basso indice glicemico.
·      Atleti sottoposti a una dieta chetogenica e ricca in lipidi, presentano migliori performances e meno stanchezza.
A parte il problema peso, vi ricordiamo che ricerche recenti indicano il consumo di zuccheri come un fattore di rischio indipendente per molte, se non tutte, le malattie croniche.

Avete bisogno di altre ragioni per smettere di mangiare zuccheri?

Queste sono le nostre raccomandazioni per una salute e un peso ottimali:
1.   La qualità degli alimenti è essenziale…la dieta deve essere a basso contenuto glucidico, ricca in micronutrienti, fitonutrienti e contenuto di fibre = mangiate un arcobaleno di colori con i vostri alimenti (e non pensate di sostituirli con una pillola, come certe pubblicità suggeriscono)
2.   Scegliete, per quanto possibile, carni da allevamenti a prato e biologiche (cliccare qui) e pesce pescato e non di allevamento.
3.   Aumentate il consumo di vegetali e di frutta a basso indice glicemico come i frutti di bosco e le mele verdi.
4.   Evitate tutti gli alimenti inscatolati e di produzione industriale. Soprattutto: se sono descritti più di 3-4 ingredienti, non comprateli!
5.   Limitate tutti i cibi che sono ricchi in amidi, come le patate e il riso bianco.
6.   Eliminate il glutine se siete sensibili o se geneticamente predisposti a reazioni ed evitate TUTTI i cereali raffinati.
7.   Evitate tutti i grassi idrogenati e trans. Utilizzate liberamente burro biologico, ghee, olio di cocco, olio di oliva extravergine, avocado e altri grassi salutari.
8.   Evitate alimenti geneticamente modificati (OGM) come il mais, la soia e la canola.


Buona salute!
Chiara Saggioro, D.Sci., Ph.D.
Alfredo Saggioro, M.D.


Tags: #biologia della dipendenza, #cocaina, #disturbi del comportamento alimentare, #dipendenza da cibo, #fame, #infiammazione, #perdita di peso, #peso ottimale, #iperfagia, #zucchero, #disintossicazione da zucchero, #aumento di peso