venerdì 5 settembre 2014

LA FARSA DEL COLESTEROLO (PARTE TERZA ...E ULTIMA)

Quali sono  le cause primarie di crisi cardiache e di ictus?

Parliamo dei trigliceridi (gli altri grassi nel sangue), che sono il vero fattore di rischio primario, aumentando le probabilità di avere un attacco di cuore o ictus. 
Molte persone sono sorprese nell’apprendere che, anche se i trigliceridi sono dei grassi, la dieta malsana che genera i trigliceridi non ha nulla a che fare con il consumo di grassi; i valori dei trigliceridi (come pure del colesterolo) diventano elevati nel sangue mangiando zuccheri.
 
L'altro fattore dietetico che in alcuni casi determina un aumento del colesterolo sono gli oli polinsaturi (quelli che la pubblicità afferma aiutino a prevenire le malattie cardiovascolari).
 
Né il colesterolo né i trigliceridi diventano, in genere, elevati mangiando grassi saturi o alimenti ad alto contenuto di colesterolo.
 
Ricordate: mentre il colesterolo non è un fattore di rischio primario per CVD, i trigliceridi lo sono, e sono probabilmente quelli che rappresentano l’elemento più significativo.

Uno studio pubblicato su Circulation (il 21 ottobre 1997) presenta i risultati della Harvard Medical School di Boston che mettono in evidenza che…

IL 25% DELLA POPOLAZIONE CON IL RAPPORTO PIU’ ALTO FRA TRIGLICERIDI E COLESTEROLO HDL PRESENTA 16 VOLTE  PIU’ ATTACCHI CARDIACI DEL 25% DELLA POPOLAZIONE CON I VALORI PIU’ BASSI.

E, come ho visto da innumerevoli altri studi, i trigliceridi elevati provengono da una alimentazione con un eccesso di zuccheri e di amidi.
Che cosa provoca gli attacchi cardiaci e l’ictus?

Vi racconto un caso clinico: 
Pietro era preoccupato per il suo colesterolo faceva di tutto per ridurne i valori.  Pietro, purtroppo, è morto all'età di 51 per un massiccio attacco di cuore. Prima della sua morte il suo medico si era congratulato con lui per essere riuscito ad abbassare il colesterolo da 225 a 186.  Che cosa è andato storto?  Pietro aveva seguito le raccomandazioni del suo medico con scrupolosa osservanza. Aveva evitato i grassi saturi, faceva esercizio fisico tre giorni alla settimana e, infine, assunto come farmaco prescrittivo una statina.

Perché allora gli è venuto un infarto cardiaco fatale? 
Innanzitutto, voglio che ascoltiate con attenzione... 

Il colesterolo non è il cattivo che siamo stati portati a credere. Pietro stava semplicemente seguendo la massa di persone (medici in prima linea) che credono che abbassare il colesterolo li salverà dall’avere un attacco di cuore o un ictus. 
Considerando che le malattie cardiovascolari rappresentano un rischio per la vita di una persona su due, è giunto il momento che scoprire le cause "reali" degli attacchi cardiaci e dell’ictus. 
Quali sono quindi le vere cause di infarti e ictus? 
Esse sono:
  • Trigliceridi elevati
  • Colesterolo HDL basso
  • Deficit nutrizionale di colesterolo e grassi saturi

Avete letto bene! Un basso consumo di grassi saturi è un fattore che condiziona l’aumento di rischio di malattie cardiache












Le seguenti affermazionii sui grassi saturi provengono da Mary G. Enig, PhD Presidente della Price-Pottenger Nutrition Foundation (http://ppnf.org):   

  • Gli acidi grassi saturi fanno aumentare il colesterolo HDL, il cosiddetto “colesterolo buono”, mentre gli acidi grassi trans lo diminuiscono.
  • Gli acidi grassi saturi abbassano i livelli ematici di lipoproteina A (LpA) aterogena, mentre gli acidi grassi trans aumentano i livelli ematici di LpA.
  • Gli acidi grassi saturi conservano gli acidi grassi buoni omega-3, mentre gli acidi grassi trans provocano una perdita tissutale di omega-3 buoni.
  • Gli acidi grassi saturi non inibiscono il legame dell’insulina (non provocano resistenza insulinica), mentre gli acidi grassi trans inibiscono il legame dell'insulina. 
  • Gli acidi grassi saturi sono gli acidi grassi normalmente prodotti dall'organismo e non interferiscono con le funzioni degli enzimi come la delta-6-desaturasi, mentre gli acidi grassi trans non sono prodotti dal nostro organismo e interferiscono con molte funzioni enzimatiche come la delta-6-desaturasi (che ha a che fare con la sintesi degli acidi grassi stessi, delle citochine ecc.).
  • Alcuni acidi grassi saturi sono utilizzati dall'organismo per combattere virus, batteri e protozoi e supportano il sistema immunitario, mentre gli acidi grassi trans interferiscano con la funzione del sistema immunitario.
  • L’acido stearico, un acido grasso saturo naturale, rappresenta una delle sostanze nutrizionali preferite per il cuore, mentre gli acidi grassi trans sostituiscono questi acidi grassi saturi a livello della membrana cellulare, privando così il cuore della sua fonte energetica ottimale.
  • Gli acidi grassi saturi sono necessari per un proprio utilizzo del calcio nelle ossa che così si modellano, mentre gli acidi grassi trans provocano un “rammollimento” della matrice ossea.
  • Gli acidi grassi saturi, di origine animale, sono portatori di vitamine liposolubili vitali, mentre gli acidi trans, prodotti in fabbrica, sono privi di questi importanti nutrienti.

Che cosa si verifica nel nostro organismo se non ci alimentiamo con una quantità sufficiente di acidi grassi saturi?

  • Eccesso di grassi alimentari polinsaturi. I grassi polinsaturi sono presenti negli oli vegetali come soia, mais, girasole e cartamo. Gli acidi grassi polinsaturi in eccesso contribuiscono alle malattie cardiache, cancro, aumento di peso e molti altri problemi di salute.
  • Eccesso di carboidrati alimentari (particolarmente fruttosio e zucchero)
  • Insufficienza tiroidea
  • Eccesso di estrogeni
  • Insufficienza di testosterone
  • Eccesso di catecolamine (adrenalina, noradrenalina e dopamina). Studi hanno dimostrato che l'aumentata secrezione di ormoni dello stress (adrenalina, noradrenalina e dopamina), quando qualcuno è arrabbiato, può danneggiare l'endotelio, quello strato di sottile, di cellule che riveste internamente arterie e può accelerare lo sviluppo di arteriosclerosi. I danni delle pareti arteriose e l'accumulo di placca arteriosclerotica sono ciò che è in definitiva responsabile della maggior parte degli attacchi di cuore. Quantità eccessive di adrenalina, noradrenalina e dopamina, note collettivamente come catecolamine, possono essere in grado di interrompere il ritmo elettrico del cuore. Le catecolamine sono anche associate con l’adesione piastrinica. Le piastrine contribuiscono al normale processo di coagulazione, ma possono anche aderire alle sedi di danno dell'endotelio, provocando trombi e comportando, di conseguenza, a blocchi nelle vene e arterie (trombosi).  Questa sorta di accumularsi progressivo sulla placca ateromatosa può portare a un blocco completo del circolo (e infarto ovviamente a valle). 
  • Eccesso di cortisolo
  • Eccesso di insulina (Sindrome X). Anche livelli aumentati di insulina sono responsabili della formazione di lesioni arteriosclerotiche. Un importante obiettivo per evitare di andare incontro a attacchi cardiaci è proprio quello di controllare i livelli di insulina. Un eccesso di insulina è anche responsabile di vasocostrizione e rischio trombotico, due fattori in più che contribuiscono a un eventuale blocco del circolo arterioso.

  • Stress ossidativo nel cuore e nelle arterie. Le mele diventano marrone, una volta tagliate. Il burro diventa rancido. Il ferro arrugginisce. Sono tutti segni quotidiani di stress ossidativo - distruzione provocata dalle molecole di radicali liberi. Ma nessuno di questi eventi si può confrontare con quello che possono fare queste molecole instabili all'interno dell’organismo, specialmente alle cellule del cervello e ai vasi del cuore. Un singolo radicale libero può scatenare una reazione a catena che può distruggere un enzima, un filamento di DNA o addirittura un'intera cellula. I danni da radicali liberi portano alla distruzione dei tessuti dell'organo e delle pareti delle arterie e possono essere un fattore contribuente alla produzione di cellule tumorali. Provocano eccesso e rapida crescita delle cellule che rivestono internamente le arterie (endotelio) determinando quindi un restringimento del lume.
  • Aggregazione piastrinicaQuando c'è un danno vascolare, le piastrine si affrettano verso il sito della lesione e formano un tappo (coagulo di sangue), chiamato comunemente tappo piastrinico. Tuttavia, quando le piastrine aumentano in maniera anomala, potrebbero formarsi coaguli di sangue. Questi, spinti dal flusso ematico, potrebbero andare ad occludere un'arteria che va al cervello risultando in un ictus. Se invece il coagulo si trova in un'arteria coronaria può interrompere il flusso di sangue al muscolo cardiaco e causare un attacco di cuore (infarto miocardico). 
  • Eccesso di prostaglandine. Le prostaglandine, frale loro varie attività, provocano aggregazione piastrinica, che abbiamo visto può provocare un blocco dei vasi sanguigni e impedire così che il sangue ricco di ossigeno possa raggiungere i tessuti.
  • Eccesso di vasocostrizione. La vasocostrizione aumenta il rischio d’ischemia da riduzione o blocco della circolazione, semplicemente riducendo il diametro del vaso sanguigno. L’ipertensione, in particolare un aumento della diastolica (la pressione minima) è un buon indicatore di vasocostrizione.
  • Deficit di magnesio.
  • Eccesso di calcio (che si scambia negativamente con il magnesio, per cui più calcio si traduce in meno magnesio) nel cuore, nei vasi sanguigni e nei nervi vasomotori (quelle terminazioni nervose che regolano la contrazione dei vasi sanguigni)
  • Deficit di oligoelementi.
Un elenco piuttosto esaustivo, non è vero? (Vi prego di notare che il colesterolo elevato nel siero non è sulla lista e neppure lo è l’assunzione in eccesso di colesterolo, che è quanto sostengo da subito)

Vi racconto un altro caso clinico:
Giovanna si è consultata con me all'inizio del 2008 per avere qualche indirizzo sulla gestione nutrizionale delle malattie cardiovascolari. Anche se i suoi livelli di colesterolo erano ben all'interno dei valori di riferimento normali, lei era sofferente di ipertensione ed elevati trigliceridi. Presentava inoltre storia famigliare di attacchi cardiaci e ictus. All'età di 54 anni, Giovanna voleva essere certa che stava facendo di tutto per evitare di essere vittima di una crisi coronarica. 
A Giovanna era già stata indicata una dieta tradizionale a basso contenuto di grassi saturi e stava prendendo farmaci per abbassare la pressione sanguigna (bloccanti i canali del calcio). 
Dopo un'attenta valutazione cardiovascolare, ho riscontrato che Giovanna aveva positive 11 delle cause che aumentano il rischio di avere un ictus o un attacco di cuore. 
Gli esami diagnostici funzionali fornirono preziose informazioni oggettive, aiutandomi a formulare un programma personalizzato. Dopo 6 settimane i  fattori di rischio di Giovanna passarono da 11 a 4.
 
INDICATORI CLINICI DI MALATTIA CARDIOVASCOLARE

Eccovi un elenco di indicatori clinici di rischio di CVD. In altre parole, questo è un elenco di fattori che indicano la probabilità che una o più delle sopra elencate cause di CVD siano attive nel vostro organismo, preparandovi a subire un attacco di cuore o un ictus. 
  • Aritmia cardiaca
  • Trigliceridi elevati (in particolare, elevato rapporto trigliceridi/colesterolo HDL): livelli elevati di trigliceridi, ma non di colesterolo, sono stati associati a un sistema fibrinolitico alterato (il sistema che bilancia la coagulazione e scioglie i trombi). Gli studi hanno indicato nei trigliceridi i responsabili nella progressione della malattia arteriosclerotica coronarica.
  • Elevata omocisteina: l’omocisteina agisce come un abrasivo molecolare graffiando l’intima dei vasi sanguigni. Per questo motivo, elevati valori di omocisteina sono stati correlati con il danno endoteliale e la formazione di lesioni arteriosclerotiche. Uno studio ha evidenziato che  gli uomini (maschi) con valori assai elevati di omocisteina presentavano un rischio di infarto miocardico di tre volte maggiore.
  • Elevata insulina: un’iperinsulinemia, con glicemia normale costituisce un fattore associato all’eziologia delle iperlipemie e un fattore di rischio indipendente per le malattie cardiache.
  • Elevati livelli di cortisolo: livelli alti di cortisolo sono associati a ipertensione e, curiosamente, è stato descritto che la storia famigliare di ipertensione predispone un individuo ad avere una escrezione esagerata di cortisolo in risposta allo stress.  I pazienti con malattie cardiache presentano livelli più elevati di cortisolo rispetto ai controlli.
  • Estrogeni elevati rispetto al progesterone
  • Testosterone basso (nell’uomo): livelli più elevati di testosterone garantiscono una protezione, maggiore di cinque volte, contro la malattia arteriosclerotica coronarica. Livelli di testosterone cronicamente bassi possono in realtà precedere la malattia coronarica e l’infarto negli uomini. Livelli bassi di testosterone sono associati a più alti livelli di fibrinogeno e dell’inibitore attivatore del plasminogeno che svolgono un ruolo cruciale sulla viscosità del sangue, sulla formazione delle placche arteriosclerotiche e sull'aggregazione piastrinica. Studi sperimentali evidenziano che il testosterone è capace di innescare la vasodilatazione delle arterie — un effetto miorilassante che si ritiene avere un impatto benefico sull'angina e altri problemi cardiovascolari. Un normale livello fisiologico di testosterone può, inoltre, proteggere contro lo sviluppo d’ipertensione, iperlipidemia, iperinsulinismo, come segnalato da cardiologi britannici sul Quarterly Journal of Medicine. 
  • Elevato testosterone (nella donna): sebbene il testosterone possa produrre degli effetti fortemente benefici in una grande varietà di fattori di rischio per la CVD nell’uomo, nella donna avviene il contrario e alti livelli di testosterone esercitano effetti deleteri sulla loro salute cardiovascolare.
  • Perossidi lipidici: i perossidi lipidici sono il prodotto di un danno chimico esercitato dai radicali liberi dell’ossigeno sui componenti lipidici delle membrane cellulari. Questo test si esegue facendo il dosaggio dei TBARS (sostanze totali reattive  all’acido tiobarbiturico) nel siero, misurando così la perossidazione totale dei lipidi sierici, Questo dato rappresenta l’attività totale dei radicali liberi nell’organismo. Alti livelli di perossidi lipidici sono associati con il cancro, le cardiopatie, l’ictus e l’invecchiamento.
  • Proteina C-reattiva elevata (PCR-HS): l’infiammazione può rappresentare un fattore cruciale nella patogenesi della trombosi arteriosclerotica. La PCR è un marker associato alla produzione di citochine infiammatorie. Queste citochine sembrano avere l’effetto di avviare i processi coagulativi e il danno a livello dell’epitelio vascolare aumentando così il rischio potenziale alla salute cardiovascolare.Uno studio recente pubblicato sul New England Journal of Medicine ha evidenziato che la PCR è un marcatore valido di infiammazione sistemica e un forte elemento predittivo di infarto e ictus. I soggetti maschi con PCR nel quartile più elevato presentavano un’incidenza tre volte più elevata di infarto miocardico e due volte di ictus ischemico. Era anche significativo che queste correlazioni rimanevano valide per lunghi periodi e erano indipendenti da altri fattori correlati ai lipidi o non-correlati ai lipidi, compreso il fumo.
  • Deficit di minerali
  • Alterazioni degli acidi grassi
  • Valutazione della funzione tiroidea
Siete in grado di comprendere il significato delle due liste che avete appena letto? 
Le conoscenze che avete ricavato nel primo elenco vi consentono di essere nettamente al di sopra della stragrande maggioranza delle persone nella comprensione delle cause della CVD. 
Sembra incredibile che possa essere così, che noi ci troviamo di fronte a una condizione che uccide più del 50% di tutte le persone, eppure la maggior parte dei medici è quasi del tutto all’oscuro delle cause di questa condizione.
Non suona assurdo tutto ciò? Potete essere molto contenti di essere saliti al di sopra degli standard di mediocrità che caratterizzano le professioni delle arti curative. 
La vera bellezza sta però nel secondo elenco. Qui, avete i migliori indicatori clinici che vi informano esaurientemente dei 19 fattori causali della CVD.
Riuscite a comprendere quanto questo sia prezioso per voi e per i vostri cari? Avete la possibilità di definire e monitorare le 19 cause di malattie cardiovascolari con i migliori indicatori clinici. 

Vi presento un ultimo caso clinico:
Pasquale ha 58 anni e ha già sofferto di un attacco cardiaco. I suoi trigliceridi erano oltre 1000, la pressione arteriosa oltre la stratosfera e il polso evidenziava oltre 100 battiti al minuto alla minima sollecitazione. Pasquale presentava risultati positivi per 14 delle 19 cause di malattia cardiovascolare.
Sottoposto a un programma personalizzato, entro tre mesi, i trigliceridi di Pasquale scesero sotto i 200, la pressione arteriosa ai valori superiori della normalità, e il polso era forte e regolare. Inoltre Pasquale era in grado di eliminare 4 dei 6 farmaci che gli erano stati prescritti dal cardiologo e si sentiva bene come mai negli ultimi anni. I suoi fattori di rischio erano scesi da 14 a 6.

CONCLUSIONI

Vi piacerebbe sapere se siete a rischio di una crisi cardiaca o di ictus? Identificare i fattori di rischio vi può consentire di riconoscere gli stadi precoci di CVD anche oltre 20 anni prima che il vostro medico vi riconosca malati e, probabilmente, 25-30 anni prima di un attacco cardiaco o di un ictus.
Ricordate: il dosaggio del colesterolo, da solo, non è accettabile.
Ricordate anche che qui ho sottolineato gli aspetti biochimici del rischio, ma che fumo, alcol in eccesso, stress, mancanza di riposo adeguato e alimentazione scorretta contribuiscono fortemente al rischio: anzi, correggere questi elementi significa rientrare nella normalità e garantirsi una vita serena, libera da malattie.
Ricordate anche la nostra diversità. Questa richiede un bravo medico per darvi le indicazioni giuste atte a correggere eventuali fattori di rischio.
E, infine, imparate a volervi bene: dobbiamo prenderci responsabilità del nostro corpo e questo deve essere un obiettivo fondamentale della nostra vita.
Perché vivere, amare, lavorare, crescer figli e godere delle piccole cose che la vita ci offre quotidianamente non ha significato senza la salute, e questa dipende in gran parte da noi e dalle scelte di vita che facciamo.

Buona salute!


Alcune letture, se volete:

Filipovsky J, Ducimetaere P, Eschwaege E, Richard JL, Rosselin G, Claude JR. The relationship of blood pressure with glucose, insulin, heart rate, free fatty acids and plasma cortisol levels according to degree of obesity in middle-aged men. J Hypertens 1996;14(2):229-35.
Fredrickson M, Tuomisto M, Bergman-Losman B. Neuroendocrine and cardiovascular stress reactivity in middle-aged normotensive adults with parental history of cardiovascular disease. Psychophysiol 1991;28(6):656-64.
Stahl F, Schnorr D, Pilz C, Dörner G. Dehydroepiandrosterone (DHEA) levels in patients with prostatic cancer, heart diseases and under surgery stress. Exp Clin Endocrin 1992;99:68-70.
English KM, Steeds R, TH Jones, Channer KS. Testosterone and coronary heart disease: is there a link? QJM 1997;90:787-791.
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Sewdarsen M, Vythilingum S, Jialil I, Desai RK, Becker P. Abnormalities in sex hormones are a risk factor for premature manifestation of coronary artery disease in South African Indian men. Atherosclerosis 83:111-117.
Alexandersen P, Haarbo J, Christiansne C. The relationship of natural androgens to coronary heart disease in males: a review. Athersclerosis 1996;125(1-13).
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Leung KS, Galano JM, Durand T, Lee .JCCurrent Development in Non-Enzymatic Lipid Peroxidation Products, Isoprostanoids and Isofuranoids in Novel Biological Samples. 2014 Sep 3:1-29.

lunedì 1 settembre 2014

LA FARSA DEL COLESTEROLO (PARTE SECONDA)

I PERICOLI DELLE STATINE

Ci sono due ragioni fondamentali per considerare questi farmaci inaccettabilmente pericolosi. 

Il primo pericolo è il danno epatico. Le statine agiscono bloccando l'enzima HMG CoA reduttasi, facendo così in modo che il fegato non sia più in grado di sintetizzare il proprio colesterolo. 

Questa affermazione suona abbastanza semplice e perfettamente inoffensiva fino a quando ci si rende conto che il farmaco non agisce localmente su un singolo enzima o su una via metabolica particolare. 
Piuttosto, questo farmaco, determina un carico enorme sulla funzione epatica in generale. 
Ecco perché, in genere, è consigliabile che chi inizia ad assumere statine, controlli gli indici di funzione epatica (enzimi) almeno ogni sei mesi.
 
Questa idea del fegato che produce un “demone mortale” come il colesterolo può essere percepita come uno shock da tutti voi. La verità è che il vostro fegato produce da 1000 a 2000 milligrammi di colesterolo ogni giorno.
 
Allora il vostro fegato sta tentando di distruggervi con una malattia cardiovascolare? 

No naturalmente, il colesterolo (contrariamente alle false idee messe in giro contro di esso, prima di Archer Daniels Midland, poi dall'industria farmaceutica) è una sostanza assolutamente indispensabile, che contribuisce a molte funzioni critiche del nostro organismo. 

Così: le statine interferiscono con il normale metabolismo del fegato, inibiscono la produzione da parte del fegato di molte sostanze essenziali per la salute e danneggiano direttamente il fegato stesso. 
I danni al fegato sono un alto prezzo da pagare per l'illusione di esorcizzare un demone mitologico.
 
Ma anche se la correlazione fra ipercolesterolemia e malattie cardiovascolari è un mito, un colesterolo sierico elevato indica comunque un problema metabolico: ma la causa di tale problema non è mai affrontata con un farmaco come le statine. 

Il secondo pericolo che deriva dall’assumere statine è il dolore muscolo-scheletrico che può essere grave e molto spesso è mal diagnosticato. 

Poiché la maggior parte dei medici non sono consapevoli che la mialgia è un comune effetto collaterale delle statine, alle persone che soffrono di questo effetto collaterale vengono spesso diagnosticate tendiniti, tendinosi, tenosinovite, tendinopatia, borsite, sindrome della cuffia dei rotatori e così via.
Ci sono molti casi riportati in letteratura di pazienti sottoposti a chirurgia per patologie muscolo-scheletriche che non esistevano davvero. 

La miopatia causata dalle statine comporta elevati valori nel siero di creatinin-fosfochinasi (CPK), un enzima indicativo di danno muscolare (ad esempio aumenta nell’infarto). 

Nei casi più gravi, si verifica necrosi delle cellule muscolari, che può sovraccaricare il rene con CPK e mioglobina (con relativo ferro tossico associato) e altri prodotti di necrosi, portando ad insufficienza renale e persino a morte. 
Un gran numero di pazienti si sono dovuti confortare con queste due gravissime complicazioni (insufficienza renale e anche la morte); altri possono presentare un dolore muscolare talmente grave, associato a debolezza che alla fine non riescono a stare in piedi o respirare autonomamente (posso, oltre alla letteratura, presentarvi anche casi di colleghi medici finiti in rianimazione).

Nella mia pratica clinica ho visto molti pazienti il cui dolore osteo-muscolare era completamente insensibile ai farmaci antinfiammatori, antidolorifici o a interventi fisioterapici, eppure è completamente scomparso quando al paziente sono state tolte le statine. 

Purtroppo per coloro che hanno assunto questi farmaci per lungo tempo, la mialgia può persistere anche per mesi dopo la sospensione del farmaco.

Aggiungo un terzo pericolo, sul quale non c'è letteratura, ma che a me, abituato a pormi domande, dà da pensare. Quando ero giovane medico, la cardiomiopatia dilatativa (malattia nella quale il muscolo cardiaco si atrofizza, diventa più sottile, per cui il cuore si dilata) era una malattia rara e, in genere, attribuita esclusivamente all'uso cronico di alcol (nell'alcolismo). Oggi sta diventando molto ma molto più frequente, anche se l'alcolismo è nettamente diminuito. Le statine distruggono anche le cellule muscolari del cuore. Potrebbe esserci una correlazione?

Siete ancora convinti che il colesterolo sia cattivo? 

Se siete convinti che il colesterolo sierico elevato sia negativo e invece un colesterolo basso nel siero sia in qualche modo sano, voglio illuminarvi con il fatto che... 

LE PERSONE CON VALORI DI COLESTEROLO SIERICI BASSI (MENO DI 180) PRESENTANO UN'INCIDENZA DI ICTUS TRIPLA RISPETTO ALLA POPOLAZIONE GENERALE.

Anche William Castelli, M.D., un ex direttore dello studio Framingham Heart Study (colui che originariamente aveva supposto che il colesterolo fosse implicato come un problema nelle malattie cardiovascolari (CVD)) osserva che... 

LE PERSONE CON COLESTEROLO BASSO (INFERIORE A 200) RAPPRESENTANO QUASI IL 40% DI TUTTi I CASI CHE SI PRESENTANO AL PRONTO SOCCORSO CON UN ATTACCO DI CUORE.
 
Ripensate a questi due fatti: colesterolo sierico basso significa che avete tre volte in più la possibilità di avere un ictus; mentre avere un colesterolo alto non è significativamente correlato con gli attacchi di cuore, poiché il 40% delle persone che hanno attacchi di cuore hanno colesterolo inferiore rispetto alla media.

Le prove contro un eventuale rapporto fra colesterolo e CVD sono state pubblicate ovunque negli ultimi anni. Uno studio fatto da Gilman, et al. e pubblicato nel numero del 24 dicembre 1997 del Journal of the American Medical Association ha rilevato che... 

PIU’ GRASSI SATURI MANGIATE, MENO PROBABILE E’ CHE VI VENGA UN ICTUS.


Questo studio ha evidenziato che i grassi polinsaturi (quelli che i propagandisti cercheranno di farci credere siano buoni per noi) non hanno alcun effetto protettivo. 
Meglio di tutti, questo studio era effettivamente in grado di quantificare l'effetto protettivo dei grassi saturi: 

IL VOSTRO RISCHIO DI ICTUS DIMINUISCE DEL 15% PER OGNI 3% DI INCREMENTO DI ASSUNZIONE DI GRASSI SATURI.

Ecco un altro studio molto interessante pubblicato da Leddy J, Horvath P, Rowland J, et al. Effect of a high or a low fat diet on cardiovascular risck factors in male and female runners. Medicine & Sciences in Sports and Exercise. 1997; 27(1):17-25. 

I soggetti di questo studio sono stati gli atleti di elite di sport di resistenza maschile e femminile, che sono stati indirizzati, alternativamente, su una dieta ad alto contenuto di grassi e poi su una dieta bassa di grassi.  Mentre seguivano la dieta a elevato contenuto di grassi saturi, questi atleti hanno mantenuto bassi livelli di grasso corporeo, peso normale, pressione sanguigna normale, normale frequenza cardiaca a riposo, trigliceridi normali e livelli di colesterolo nel siero normali. 
Contemporaneamente, tutta la loro capacità sportiva e i parametri di addestramento sono stati mantenuti a livello elitario. Quando sono poi stati messi a una dieta a basso contenuto di grassi (alto contenuto di carboidrati complessi) è emerso che la dieta a basso tenore di grassi non consentiva molti degli effetti benefici che l'esercizio avrebbe dovuto produrre.
Gli atleti hanno avvertito un declino misurabile in termini di prestazioni atletiche. Più interessante da considerare il fatto che i soggetti a dieta a basso tenore di grassi in realtà subirono un calo significativo del colesterolo HDL (il colesterolo "buono"), insieme a un aumento dei trigliceridi (entrambi questi parametri sono significativi fattori di rischio cardiovascolare (CVD): infatti, il rapporto fra trigliceridi e colesterolo HDL è probabilmente il fattore di rischio numero uno per CVD (vedi mio blog precedente). 
In altre parole, voi dovreste desiderare di avere il colesterolo alto del tipo HDL e i trigliceridi bassi. Mi rendo conto che questa informazione può essere difficile da accettare. 
Ricordate: voi siete stati esposti a milioni e milioni di dollari di propaganda anti-grasso, anti-colesterolo nell'arco di decenni. Così potete capire quanto sia difficile condividere la verità. 
Ecco allora un altro studio: Hu FB, Stamfer MJ, Rimm EB, et al. A Prospective Study of Egg Consumption and Risk of Cardiovascular Disease in Men and Women. JAMA. 1999;281(15):1387-1394. Gli autori hanno concluso che non c’è assolutamente alcun rapporto fra mangiare uova e rischio cardiovascolare o di ictus, sia negli uomini sia nelle donne.

LE BUGIE DELL’INDUSTRIA DEGLI OLI DI SEMI

Margarina, maionese, oli da cottura, condimenti per insalata e qualsiasi cosa fatta con olio di mais, di soia, di arachidi, di girasole o qualsiasi altro olio di semi (ad eccezione di olio extravergine di oliva, olio di cocco o olio di palma) possono accelerare il processo di invecchiamento in generale, creare danni catabolici in tutto il corpo e causare specificamente il danno ossidativo nelle pareti dei vasi sanguigni e nel cuore che è l’elemento fondamentale che precipita una crisi cardiovascolare. 
Uno studio in The Journal of Lipid Research, 2000;41(5):834-39, ha dimostrato che mangiare gli oli vegetali in forma di olio di soia o margarina aumenta il colesterolo LDL (colesterolo cattivo) e abbassa il colesterolo HDL (colesterolo buono). 
Sempre lo stesso studio evidenziava che, nel frattempo, mangiare burro (uno di quei "cibi proibiti" saturi di colesterolo) effettivamente abbassava il colesterolo LDL e alzava il colesterolo HDL. 
Voi siete stati vittimizzati dalla stessa campagna di propaganda che ha fatto fuorviare migliaia di altre persone. 
Siete stati convinti che il colesterolo è un killer vizioso che deve essere conquistato a tutti i costi. 
Può quindi sorprendervi apprendere che il colesterolo non è affatto un demone terribile. Infatti, il colesterolo è una sostanza assolutamente indispensabile; diventereste molto deboli, fino a morire senza il colesterolo, perché è molto importante per il nostro organismo.  

LO SAPEVATE CHE…
  • Il cervello è fatto di colesterolo; il 5% del peso secco del cervello è costituito da colesterolo.
  • I nervi sono costituiti da colesterolo. 
  • Il corpo utilizza il colesterolo per costruire tutti i vostri importanti ormoni sessuali e gli ormoni surrenalici. 
  • Senza il colesterolo a aiutare la digestione, non potete assorbire nessuna delle vitamine liposolubili come vitamina A e vitamina E? 
  • Ogni singola cellula nel nostro corpo è circondata da una membrana che contiene anche colesterolo, e che senza tale membrana di colesterolo nessuna cellula potrebbe funzionare? 
  • Il colesterolo è così importante che il fegato produce circa 2000 milligrammi di colesterolo ogni giorno. 
  • Quando si segue una dieta a basso contenuto di colesterolo, il fegato fa la differenza producendo una quantità maggiore di colesterolo per essere sicuro che ne abbiate abbastanza. 
  • Il colesterolo elevato nel sangue non viene dal mangiare cibi ad alto contenuto di colesterolo; si tratta di un metabolismo che non è efficiente nella gestione del colesterolo che, in effetti, vi serve.

Ovviamente tutto quanto scritto sin qui va preso con le pinze per due motivi: un conto è mangiare un uovo al giorno e un conto è mangiarne una dozzina. E, in secondo luogo, dobbiamo tener conto della nostra unicità: qualsiasi studio fa riferimento alla media e non al singolo individuo che, per genetica o per processi epigenetici successivi potrebbe rispondere allo stesso stimolo in maniera abnorme rispetto ad altre persone.

…Spero che l’interesse continui…Buona salute e alla prossima puntata…